Quanto consuma un elettrodomestico dipende da due numeri: la potenza che assorbe e le ore in cui lavora davvero. Potenza in kilowatt per ore di funzionamento dà i kilowattora, l'unità che trovi in bolletta. L'etichetta energetica riporta già un consumo dichiarato in condizioni standard; il contatore di casa dice quello reale. Un valore medio vale poco.
Da cosa dipende quanto consuma un elettrodomestico?
Il consumo di un elettrodomestico dipende da due cose sole: quanta potenza assorbe mentre lavora e per quanto tempo lavora. Moltiplicando la potenza per il tempo si ottiene l'energia consumata, ed è quell'energia che il contatore conta e la bolletta fattura.
Le unità hanno nomi quasi uguali, ed è facile confonderle. Il watt misura la potenza, cioè quanta energia un apparecchio chiede alla rete in ogni istante in cui è acceso. Il kilowatt è la stessa cosa contata a migliaia: mille watt fanno un kilowatt. Il kilowattora, abbreviato kWh, misura invece l'energia: è l'energia usata da un apparecchio da un kilowatt acceso per un'ora.
Ne viene una conseguenza semplice: due apparecchi uguali, in due case diverse, possono consumare quantità molto diverse, perché in una lavorano poco e nell'altra tutto il giorno. Per questo una tabella di consumi medi trovata online non può dirti quanto consuma il tuo: descrive un apparecchio immaginario, usato per ore che non sono le tue. Il numero giusto è quello calcolato sulle tue ore.
Come si calcola il consumo di un elettrodomestico, passo per passo?
Il consumo di un elettrodomestico si calcola moltiplicando la sua potenza, espressa in kilowatt, per le ore in cui resta acceso: il risultato è in kilowattora, la stessa unità della bolletta.
Trova la potenza. È scritta sulla targhetta dati dell'apparecchio (di solito sul retro, sotto o dentro lo sportello) o nel libretto di istruzioni, in watt, con la lettera W.
Converti in kilowatt. Dividi i watt per mille. Un apparecchio da mille watt è un apparecchio da un kilowatt.
Stima le ore reali di funzionamento. Quelle di casa tua, in un giorno tipo o in un ciclo: per una lavatrice conta la durata del programma che usi davvero.
Moltiplica. Kilowatt per ore di funzionamento dà i kilowattora. Se vuoi il consumo del mese, moltiplica ancora per i giorni d'uso.
Ricorda il limite. La potenza di targa è quella nominale: il massimo che l'apparecchio assorbe in funzionamento normale, non quella che assorbe sempre. Il risultato del calcolo è quindi un tetto: il consumo vero può essere più basso.
Esempio con cifre ipotetiche. Un apparecchio da 1.000 watt, cioè da un kilowatt, resta acceso per 2 ore: 1 kW per 2 ore fa 2 kWh. Le cifre sono inventate e tonde di proposito: non è il consumo di nessun apparecchio reale, serve solo a vedere la moltiplicazione.
Perché la potenza di targa non basta per sapere quanto consuma?
La potenza di targa non basta perché indica la potenza nominale, il massimo in funzionamento normale, mentre molti apparecchi durante l'uso lavorano a tratti o a regime ridotto. Moltiplicare la potenza di targa per le ore di funzionamento dà quindi un limite superiore, non il consumo reale.
Succede con gli apparecchi che hanno un termostato, il dispositivo che accende e spegne il riscaldamento o il raffreddamento per tenere costante una temperatura. Il frigorifero è acceso ventiquattro ore su ventiquattro, ma il suo motore lavora solo a tratti, quando la temperatura interna sale. Il forno, arrivato alla temperatura impostata, accende e spegne la resistenza per mantenerla; lo scaldabagno elettrico fa lo stesso con l'acqua. Il climatizzatore, nei modelli che regolano la propria potenza, all'inizio lavora a pieno e poi rallenta.
Per questi apparecchi le ore di accensione e le ore a piena potenza sono due cose diverse, e le seconde dipendono da fattori che nessuna tabella conosce: la temperatura della stanza, quante volte si apre lo sportello, l'isolamento della casa, il programma scelto.
Per gli apparecchi senza termostato il calcolo è affidabile. Per gli altri resta utile come ordine di grandezza, ma il numero vero si ottiene misurando con il contatore.
Come si legge il consumo sull'etichetta energetica?
L'etichetta energetica europea riporta due informazioni sul consumo: una
classe di efficienza, indicata con una lettera, e un
consumo di energia dichiarato in kWh, misurato dal produttore in condizioni standard. La classe dice a colpo d'occhio quanto è efficiente l'apparecchio, il numero in kWh serve a confrontarlo con altri modelli della stessa famiglia. Il funzionamento dell'etichetta è spiegato dalla
Commissione europea.
La classe da A a G, e perché dal 2021 è cambiata
Sulle etichette nuove la scala va da
A, l'apparecchio più efficiente, a
G, il meno efficiente. Per anni le etichette hanno usato una scala diversa, con classi da A+++ a D, che dal 2021 viene
sostituita gradualmente da quella nuova, a partire da alcuni gruppi di prodotti.
La conseguenza pratica è che le lettere delle due scale non si corrispondono. Un frigorifero che sull'etichetta vecchia era «A+++» non equivale a un «A» dell'etichetta nuova, e la Commissione precisa che una corrispondenza diretta fra classi vecchie e nuove non esiste. Prima di confrontare due etichette, guarda quale scala riporta ciascuna.
Il numero in kWh, e la sua unità
Accanto alla classe c'è il consumo dichiarato, in kWh. L'unità di riferimento cambia da un apparecchio all'altro: per alcuni il consumo è riferito a un anno, per altri a un certo numero di cicli di lavaggio, per altri a un certo numero di ore di funzionamento. È stampata accanto al numero, e va letta sempre prima del numero stesso.
È il punto in cui il formato dell'etichetta si presta di più a un malinteso: due numeri in kWh riferiti a periodi diversi non si confrontano. Si confrontano solo apparecchi della stessa famiglia, con la stessa unità.
Il QR code e la banca dati EPREL
Sulle etichette nuove c'è un
QR code. Inquadrandolo con il telefono si apre la scheda del prodotto nella banca dati europea
EPREL, il registro in cui i produttori sono tenuti a caricare le informazioni dei prodotti con etichetta energetica. Secondo la
Commissione europea, il QR code autentico porta sempre a un indirizzo ufficiale che inizia con ec.europa.eu.
Cosa l'etichetta non ti dice
L'etichetta non dice quanto consumerà l'apparecchio a casa tua. Il consumo dichiarato è misurato in condizioni standard, con un uso convenzionale uguale per tutti i modelli: serve a confrontare due apparecchi, non a prevedere la tua bolletta, che dipende da quante ore e con quali programmi lo usi.
Dove trovo i dati per fare il calcolo?
I dati per capire quanto consuma un apparecchio stanno in sei posti diversi, e ognuno risponde a una domanda diversa. Eccoli in fila, dal più teorico al più reale.
| Cosa cerco | Dove lo trovo | Cosa mi dice | Limite |
|---|
| Potenza di targa | targhetta dati dell'apparecchio, libretto di istruzioni | quanto può assorbire al massimo | è un massimo, non il consumo medio |
| Consumo dichiarato | etichetta energetica | il consumo misurato in condizioni standard | non riflette il tuo uso; l'unità cambia da apparecchio ad apparecchio |
| Scheda prodotto | banca dati EPREL, dal QR code dell'etichetta | i dati dichiarati dal produttore per quel modello | sono sempre dati di prova, non di casa tua |
| Consumo reale dell'apparecchio | contatore di casa, con una prova mirata | quanto consuma davvero quell'apparecchio da te | richiede due letture e un po' di metodo |
| Consumo della casa nel periodo | bolletta, sezione dei consumi | i kWh di tutta la casa nel periodo fatturato | non distingue fra un apparecchio e l'altro |
| Storico dei consumi | Portale Consumi, servizio pubblico promosso da ARERA | l'andamento nel tempo | è il dato della casa, non del singolo apparecchio |
Come si misura il consumo reale di un apparecchio in casa?
Il consumo reale di un apparecchio si misura con il contatore di casa: si annota la lettura, si accende l'apparecchio per il tempo che interessa, e si annota di nuovo. La differenza fra le due letture, in kWh, è l'energia consumata in quell'intervallo.
Il contatore però misura tutta la casa: nel frattempo il frigorifero lavora, il router resta acceso. Non serve spegnere tutto il resto, serve un confronto:
Fai una prima prova senza l'apparecchio: lettura, un'ora o un pomeriggio di vita normale, lettura. È il consumo «di fondo» della casa.
Ripeti la prova con l'apparecchio acceso, per la stessa durata e in condizioni simili: stessa fascia della giornata, stesse abitudini.
Sottrai la prima differenza dalla seconda. Quello che resta è, con buona approssimazione, il consumo dell'apparecchio.
Ripeti la prova più di una volta. Con un termostato, una misura sola può cadere in una pausa o in un picco.
Per un apparecchio che si usa a cicli, come una lavatrice o una lavastoviglie, la prova più utile è sul ciclo intero: lettura prima di avviare il programma, lettura alla fine.
Esistono anche i misuratori da presa: piccoli strumenti che si inseriscono fra la presa e la spina e mostrano l'energia assorbita da quel solo apparecchio. Valgono per gli apparecchi con spina, non per quelli allacciati all'impianto.
Dove trovo i kWh in bolletta, per confrontarli con i miei calcoli?
I kWh consumati si trovano nella sezione dei consumi della bolletta della luce. Lì sono riportati il periodo fatturato, le letture del contatore all'inizio e alla fine del periodo, i kWh consumati e, se il contatore li registra, i consumi divisi per fascia oraria.
La bolletta dice quanto ha consumato la casa, non ogni apparecchio: la somma dei tuoi calcoli dovrebbe avvicinarsi a quel totale. Se dà un totale molto più basso di quello in bolletta, c'è un apparecchio che lavora più di quanto pensi, o uno che hai dimenticato.
Per un confronto affidabile, usa periodi con lo stesso numero di giorni e letture effettive, cioè rilevate dal contatore e non stimate dal fornitore: in bolletta è indicato accanto alla lettura.
Quello che c'è oltre ai kWh è spiegato voce per voce in
le altre voci della bolletta della luce, una per una.
Quali elettrodomestici consumano di più in casa?
Consumano di più gli apparecchi che combinano molta potenza e molte ore di lavoro. La regola potenza per tempo indica due famiglie: chi scalda o raffredda, aria o acqua, perché produrre calore o freddo richiede molta potenza; e chi resta acceso tutto l'anno, perché anche una potenza moderata, moltiplicata per tutte quelle ore, pesa.
Quale pesi di più in una casa precisa, però, lo decidono le ore, cioè le abitudini di chi ci vive: la risposta vera arriva dal calcolo sui tuoi apparecchi, non da una classifica generale. La graduatoria completa per famiglie di consumo, e cosa fare per ciascuna, è nella guida su
in che ordine conviene intervenire sui consumi di casa.
Un consumo alto vuol dire una bolletta alta?
Non in modo diretto. I kWh consumati sono una parte della bolletta, ma non tutta: l'importo dipende anche dal prezzo a cui paghi l'energia, dalla quota fissa che si paga indipendentemente dal consumo, dal trasporto e dalla gestione del contatore, dagli oneri di sistema, cioè le voci di interesse generale del settore stabilite per legge, e dalle imposte.
Ridurre l'uso di un apparecchio, quindi, non tocca le voci che non dipendono dal consumo. E se la bolletta è salita mentre i tuoi conti dicono che il consumo è rimasto lo stesso, la causa va cercata altrove: nel prezzo, nel periodo fatturato, in un conguaglio. In quel caso il percorso giusto sono
le verifiche da fare quando la bolletta è più alta del solito.
Conta anche
quando consumi:
se il tuo contratto ha prezzi diversi per fascia oraria, lo stesso kWh costa in modo diverso a seconda dell'ora in cui l'apparecchio lavora.
Come lo facciamo insieme, in negozio?
In un negozio Bolletta Expert il lavoro sui consumi parte dalla casa reale, non da un apparecchio medio. Costruiamo insieme a te un profilo energetico, che unisce le tue abitudini ai consumi e alle tariffe delle tue bollette, e da lì passiamo al confronto con il mercato.
Quando si parla di un apparecchio, la prima domanda che facciamo non è «di che classe è?», ma «per quante ore lavora, e in quali mesi?». È il tempo, più della potenza scritta sulla targhetta, a fare il consumo. E il numero di cui ci fidiamo è quello che c'è già in bolletta, i kWh effettivi del periodo: partiamo da lì e ragioniamo apparecchio per apparecchio, con i dati di targa davanti.
Invece di partire da un apparecchio medio, partiamo dal consumo vero della tua casa e cerchiamo dove va. E se il contratto attuale va bene così, te lo diciamo: a volte conviene restare. L'analisi della bolletta è gratuita e senza impegno.
Ci trovi in uno dei 24 negozi diretti e 5 corner in centri commerciali della rete.
Vuoi capire quanto pesano davvero gli apparecchi di casa tua? Passa in un negozio Bolletta Expert con l'ultima bolletta della luce e, se vuoi, una foto della targhetta dati degli apparecchi che ti preoccupano. Li guardiamo insieme ai tuoi consumi reali. Cerca il negozio più vicino sul nostro sito.
Questa guida viene aggiornata quando cambiano le regole europee sull'etichetta energetica. Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026.
Domande frequenti
Come si passa dai watt ai kilowattora?+
Si fa in due passaggi. Prima si dividono i watt per mille, e si ottengono i kilowatt: è la potenza dell'apparecchio. Poi si moltiplicano i kilowatt per le ore di funzionamento, e si ottengono i kilowattora: è l'energia consumata, la stessa unità che trovi in bolletta.
Il consumo scritto sull'etichetta energetica è quello che pagherò?+
No. Il consumo sull'etichetta è misurato dal produttore in condizioni standard, con un uso convenzionale uguale per tutti i modelli, e serve a confrontare un apparecchio con un altro della stessa famiglia. Quanto consumerà a casa tua dipende da quante ore lo usi e come: per saperlo si fa il calcolo sulle proprie ore, o la prova con il contatore.
Come faccio a sapere se un apparecchio consuma anche da spento?+
Con una misura, non con una stima. Con il contatore si confrontano due intervalli uguali, uno con l'apparecchio spento ma collegato alla presa e uno con la spina staccata, nelle stesse condizioni. Per un apparecchio con spina si può usare anche un misuratore da presa, che mostra l'energia assorbita da quel solo apparecchio.
Conviene cambiare un elettrodomestico vecchio per consumare meno?+
Dipende soprattutto da quante ore lavora. Si confrontano due numeri: il consumo reale dell'apparecchio vecchio, misurato con il contatore o calcolato sulle tue ore, e il consumo dichiarato dall'etichetta del nuovo, ricordando che l'etichetta descrive un uso standard. Un apparecchio vecchio usato poco pesa poco; uno che lavora tutto il giorno merita il conto.