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Blog· Risparmio in Casa

Fasce orarie F1 F2 F3, quando spostare i consumi

Di Riccardo Rotondo

Le fasce orarie dividono la settimana in tre momenti in cui l'energia può costare in modo diverso. Spostare lavatrice e lavastoviglie ha senso solo se il tuo contratto le prevede e se i consumi spostabili pesano davvero. Qui trovi gli orari, come verificarlo in bolletta e quando invece non conviene.

Indice

  1. Cosa sono le fasce orarie
  2. Quali sono gli orari di F1, F2 e F3
  3. Perché le fasce esistono
  4. Come capire se il tuo contratto è a fasce
  5. Quali consumi conviene spostare
  6. Quando spostare i consumi non serve a niente
  7. Come si verifica sulla propria bolletta
  8. Cosa vediamo al banco
  9. Domande frequenti

Cosa sono le fasce orarie

Le fasce orarie sono la suddivisione della giornata e della settimana in tre periodi — chiamati F1, F2 e F3 — pensati per distinguere i momenti in cui la richiesta di energia elettrica è alta da quelli in cui è più bassa.
La cosa importante da chiarire subito, perché è la fonte di equivoci più comune: le fasce esistono per tutti, ma non tutti i contratti le usano per calcolare il prezzo. Sono due piani diversi. Il contatore registra da sempre in quale fascia hai consumato; se il tuo contratto ha un prezzo unico, quella registrazione non cambia quello che paghi.
Quindi la domanda «conviene fare la lavatrice di sera?» non ha una risposta uguale per tutti. Ha una risposta che dipende dal tuo contratto, e sapere quale contratto hai è il primo passo.

Quali sono gli orari di F1, F2 e F3

La suddivisione è stabilita dalla regolazione, non dai singoli fornitori: è la stessa per tutti. Le definizioni ufficiali sono pubblicate da ARERA, l'autorità che regola i settori dell'energia.
FasciaQuando
F1 — ore di puntadal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19
F2 — ore intermediedal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23; il sabato dalle 7 alle 23
F3 — ore fuori puntadal lunedì al sabato, dalle 23 alle 7 del mattino; tutta la domenica e i giorni festivi
Due dettagli che sfuggono spesso e che cambiano la pratica quotidiana.
Il primo: la domenica è interamente F3. Non solo la notte: tutto il giorno, dalla mezzanotte alla mezzanotte. Lo stesso vale per i giorni festivi. È l'informazione più utile di tutto l'articolo, perché non richiede di cambiare abitudini notturne — richiede solo di spostare qualcosa alla domenica.
Il secondo: il sabato non è F3 di giorno, è F2. Molti danno per scontato che il fine settimana sia tutto fuori punta, e non è così: il sabato diurno sta nella fascia intermedia.

Perché le fasce esistono

Non è una complicazione burocratica. L'energia elettrica va prodotta nel momento in cui viene consumata, e quando la richiesta complessiva è alta entrano in funzione impianti che costano più di quelli usati quando la richiesta è bassa. Il prezzo all'ingrosso, di conseguenza, non è lo stesso a tutte le ore.
Le fasce servono a rendere visibile quella differenza anche a chi consuma, così che chi può spostare i propri consumi abbia una ragione per farlo. È utile al sistema, perché appiattisce i picchi, ed è utile a chi ha consumi spostabili.
Questo spiega anche perché la logica delle fasce può convivere con contratti diversi: è un dato di realtà del sistema elettrico, e ogni offerta decide se e come rifletterlo nel prezzo.

Come capire se il tuo contratto è a fasce

Le offerte si dividono in due famiglie.
Le offerte monorarie hanno un prezzo unico dell'energia, uguale a tutte le ore. Il contatore continua a registrare le fasce, ma il calcolo non ne tiene conto: fare la lavatrice alle tre di notte o alle tre del pomeriggio, sulla componente energia, costa lo stesso.
Le offerte multiorarie — spesso chiamate biorarie quando distinguono due periodi — applicano prezzi diversi per fascia. Qui spostare i consumi cambia il conto.
Per sapere in quale caso ti trovi, guarda la bolletta: se il consumo è riportato suddiviso per fascia con prezzi diversi accanto, hai un'offerta multioraria. Se trovi un unico prezzo dell'energia, è monoraria. Nel dubbio, la voce che conta è quella della spesa per la materia energia: se non ti orienti fra le voci del documento, abbiamo scritto una guida dedicata, le voci della bolletta della luce, spiegate una per una.

Quali consumi conviene spostare

Solo alcuni consumi sono spostabili, e sono meno di quelli che si immagina.
Si spostano bene gli elettrodomestici che lavorano da soli e senza fretta: lavatrice, asciugatrice, lavastoviglie. Sono i candidati naturali, perché hanno una partenza ritardata, funzionano senza che tu sia presente e concentrano un consumo apprezzabile in un ciclo definito. Si sposta bene anche la ricarica di un'auto elettrica, che è il caso in cui la differenza fra fasce pesa più di tutti, e in parte lo scaldabagno elettrico, se ha un timer.
Non si spostano il frigorifero e il congelatore, che vanno ventiquattro ore su ventiquattro; l'illuminazione, che serve quando serve; il forno e il piano cottura, legati agli orari dei pasti; il computer e la televisione, legati alla vita di chi abita la casa. Il condizionatore, per definizione, funziona quando fa caldo, cioè in gran parte in fascia di punta.
Da qui una conseguenza che vale la pena dire chiaramente: la parte spostabile del consumo di una casa è una fetta, non il totale. Un'offerta a fasce ti fa risparmiare su quella fetta, non sulla bolletta intera. È il motivo per cui il vantaggio reale è spesso più contenuto di come viene raccontato.

Quando spostare i consumi non serve a niente

Questa sezione esiste perché è la parte che nessuno racconta, e al banco è quella che risolve più conversazioni.
Se hai un'offerta monoraria, spostare i consumi non cambia la componente energia. Puoi farlo per altre ragioni, non per il prezzo.
Se la parte spostabile dei tuoi consumi è piccola, il vantaggio è piccolo in proporzione. Una casa in cui il grosso del consumo è frigorifero, illuminazione e condizionatore ha poco margine di manovra, qualunque contratto abbia.
Se il costo dell'energia è una parte contenuta della tua bolletta, agire su di essa sposta poco il totale. Nella bolletta della luce convivono la spesa per l'energia, quella per il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte: le fasce agiscono solo sulla prima.
Se cambiare abitudini ti costa in vivibilità, il conto va fatto per intero. Far partire la lavatrice di notte in un appartamento con pareti sottili, o non poter stendere la mattina, sono costi reali anche se non compaiono in bolletta.
E c'è il caso in cui la bolletta è alta per motivi che non hanno niente a che vedere con gli orari: un conguaglio, una lettura stimata, un periodo più lungo del solito. Se il tuo dubbio nasce da una bolletta che ti è sembrata sproporzionata, la prima cosa da controllare non sono le fasce: è il documento. Ne parliamo in bolletta troppo alta, cosa fare passo per passo.

Come si verifica sulla propria bolletta

Tre controlli, in ordine, e si fanno con la bolletta in mano.
  1. Cerca se il consumo è suddiviso per fascia. Se sì, il tuo contratto le usa. Se trovi un solo totale di energia, no.
  2. Guarda come si distribuisce il tuo consumo fra F1, F2 e F3. È il dato più interessante e quasi nessuno lo guarda: ti dice quanto della tua vita elettrica sta già fuori dalle ore di punta. Se sei già molto spostato su F3, hai meno margine di miglioramento di quanto pensi, ma sei anche il profilo per cui un'offerta a fasce ha più senso.
  3. Confronta i prezzi per fascia. In un'offerta multioraria sono riportati separatamente. La domanda utile non è quale sia il più basso, ma se la differenza fra le fasce sia abbastanza ampia da giustificare un cambio di abitudini.
Il terzo controllo è quello che distingue una scelta informata da una scelta di principio. Un'offerta a fasce con differenze minime fra i periodi non premia lo sforzo di riorganizzare la settimana.

Cosa vediamo al banco

La domanda che ci arriva più spesso su questo tema non è «quali sono le fasce», è «ho spostato la lavatrice di sera e la bolletta non è cambiata, perché?».
Nella grande maggioranza dei casi la risposta è una di due. La prima: il contratto è monorario, quindi l'orario non incide sul prezzo — è il caso più frequente, e chi lo scopre di solito ha ricevuto il consiglio di spostare i consumi da qualcuno che non aveva guardato il suo contratto. La seconda: il contratto è a fasce, ma la lavatrice è una parte piccola di un consumo dominato da altro, quindi lo spostamento c'è stato e si è perso nel totale.
C'è anche un terzo caso, più raro e più interessante: la persona aveva spostato i consumi nella fascia sbagliata, convinta che il sabato pomeriggio fosse fuori punta. È F2.
Per rispondere a quella domanda servono due cose insieme: la bolletta, per vedere il contratto e la distribuzione reale fra le fasce, e due minuti di conversazione su come si vive quella casa. È esattamente ciò che facciamo nei nostri negozi, gratuitamente e senza impegno. E se dal confronto esce che il contratto che hai già è adatto a come consumi, la risposta giusta è che conviene restare: è uno dei tre esiti possibili, ed è un esito buono.

Vuoi capire se il tuo contratto usa le fasce e se ti conviene? Porta la bolletta in un negozio Bolletta Expert: guardiamo insieme il contratto e come si distribuiscono i tuoi consumi. Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026.

Domande frequenti

Qual è la fascia più economica?

Nelle offerte che distinguono i periodi, la F3 è quella fuori punta: dalle 23 alle 7 dal lunedì al sabato, e tutta la domenica e i festivi. Se invece hai un'offerta monoraria, il prezzo dell'energia è lo stesso a tutte le ore.

La domenica è tutta in F3?

Sì, dalla mezzanotte alla mezzanotte, come i giorni festivi. È l'informazione più utile in pratica, perché non richiede di spostare nulla di notte.

E il sabato?

Il sabato dalle 7 alle 23 è F2, cioè fascia intermedia, non F3. È l'errore più comune che sentiamo.

Come faccio a sapere se ho un contratto a fasce?

Guarda se in bolletta il consumo è riportato suddiviso per fascia con prezzi distinti. Se c'è un unico prezzo dell'energia, il contratto è monorario e l'orario non incide.

Conviene passare a un'offerta a fasce?

Dipende da quanta parte del tuo consumo è spostabile e da quanto sono distanti fra loro i prezzi delle fasce in quell'offerta. Con pochi consumi spostabili, o con differenze minime fra i periodi, il vantaggio non compensa il cambio di abitudini.

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